L’integrazione proteica fa male? Verità o falso mito?

L’integrazione proteica fa male? Verità o falso mito?

Ogni tanto si sente parlare di proteine che danneggiano l’organismo, di integrazione equiparata al doping o di proteine in polvere che semplicemente “fanno male”. Ma è davvero così?

Abbiamo deciso di affrontare un tema caldo come questo perché a causa della divulgazione di news senza basi scientifiche e articoli scritti più per far clamore che per informare veramente, i lettori sono spesso confusi e disinformati.

Cerchiamo quindi di capire la verità, facendo sempre riferimento a studi scientifici riconosciuti e pubblicati e presentando conclusioni tratte da ricercatori e studiosi a partire da tali ricerche.

Qual'è la quantità raccomandata di proteine?

Prima di tutto sarebbe bene definire quali sono le quantità di proteine raccomandate (RDA) dall’organizzazione mondiale della salute affinché un organismo abbia il sostentamento adeguato. Secondo l’OMS questi valori variano in relazione a diversi fattori. Il minimo indispensabile per mantenere allo stato ottimale le funzioni basali è quello di 33g al giorno (dose riferita ad un adulto). Si deve poi prendere in considerazione l'età (i bambini e gli anziani necessitano di maggiori quantità), gli stati fisiologici come la gravidanza o l'allattamento, la massa corporea e muscolare, e l'attività fisica che generalmente viene compiuta. Gli studi che si sono succeduti nel tempo dimostrano che il valore minimo di 0.8g/kg è la quantità di proteine adatta ad una persona completamente sedentaria e che l’attività fisica o lo stress aumentano considerevolmente il fabbisogno proteico individuale, anche oltre i 1.8g/kg.

Per l’ OMS è impossibile definire un preciso limite massimo di assunzione, in quanto non vi sono studi che hanno dimostrato una reale correlazione tra assunzione eccessiva di proteine e danni fisiologici. Il limite precauzionale è stimato a 4 volte quello raccomandato.

Quali sono i reali problemi legati a consumo eccessivo di proteine?

Ma vediamo sistematicamente quali sono i problemi che più spesso vengono (erroneamente) correlati al consumo “eccessivo” di proteine, e quale sia invece l’evidenza scientifica a riguardo.

  • Danni epatici

    Diverse ricerche hanno indagato su questo tema, ma non esiste alcuno studio che confermi tale pericolo con un consumo proteico inferiore a 2,5g/kg. Se da una parte vi sono solamente due studi su ratti che individuano un aumento dei marker dell’infiammazione e della epatotossicità con un consumo di prolungato e intenso di proteine, dall’altra molti studi non hanno riscontrato le stesse evidenze. Si è poi rilevato che sull’uomo una dieta arricchita di whey proteins può prevenire addirittura la steatosi epatica associata all’aumento del peso nelle donne mature, o che l’insufficiente apporto di proteine ha nettamente aumentato la mortalità in malati di cirrosi epatica in attea di trapianto.
  • Danni renali

    Il presunto danno deriverebbe dall’incremento dell’attività renale, ma è stato chiaramente dimostrato che sebbene un aumento di assimilazione di proteine porti i reni a lavorare di più, ciò non comporta alcun aumento del rischio di malattie a carico di quest’organo. Ciò che semplicemente accade è che il sistema renale si adatta all’aumentata richiesta di filtrazione, in modo naturale e senza che ciò implichi conseguenze patologiche. Si deve sottolineare che questa conclusione è valida per le persone con funzionalità renale corretta. Non esistono dunque corrispondenza tra malattie renali e diete iperproteiche negli individui sani.
  • Riduzione della calcificazione ossea

    Molti studi comparativi hanno dimostrato che la presunta demineralizzazione dell’osso dovuta all’eccessivo apporto di proteine non è attendibile, in quanto non sono state riscontrate differenze in densità ossea e frequenza di rotture tra i consumatori di grandi quantità di proteine e i moderati consumatori. Vi sono infatti effetti positivi attuati dalle proteine (aumento per esempio dell’ IGF-1) che bilancerebbero la perdita momentanea di calcio causata dalla scomposizione delle proteine.

Le nostre conclusioni

In conclusione, non solo esistono studi che confermano le affermazione di pericolosità o insalubrità dell’integrazione proteica, ma al contrario, sono sempre più numerose le ricerche che dimostrano i benefici un incremento proteico dell’alimentazione non solo nell’aumentare la massa magra (e favorirne il suo benessere) a discapito di quella grassa, ma anche nel mantenimento del livello insulinico costante e nel favorire il benessere dell’organismo sotto molteplici punti di vista. Approfondiremo con voi il tema dei benefici fisiologici dell’apporto proteico nella dieta nei nostri prossimi articoli.

 

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